Guardaroba
Ecco le mie pillole di stile da un guardaroba scintillante e totalmente fuori contesto.
Prima fra tutte la vestaglia in seta.
Siano lodati la Cina, la seta e Luigi XIV che si ricopriva di taffettà cangiante. La veste da camera in seta è per me l’apice del benessere casalingo, da indossare al rientro da una soirée o per prepararsi ad un rigenerante sonno di bellezza, niente è meglio di 4 metri di seta avvolgente.
I guanti in pelle, meglio se foderati in seta.
Più sono lunghi e più sono chic, si indossano sempre, anche se nei mesi più freddi rimpiangerete di non avere scelto quelli foderati in cashmere. L’etichetta vuole che ci si sfili il guanto destro per salutare qualcuno, ma oggi direi che possiamo evitare di sfilarcelo, un po’ per le pandemie, un po’ per snobismo.
Gli stivali (rigorosamente da equitazione).
Che dobbiate salire su un cavallo o più semplicemente recarvi al mercato bio del sabato mattina, niente è più adatto di un paio di breeches con annessi stivali in pelle tubolari. Per le giornate in campagna o sotto il temporale ci sono i Wellington e non credo di dover ribadire che il fatto che prendano il nome dal conte Wellington li renda già favolosi di per sé. Attenzione a non indossarli con il sole in città, sareste oggetto di spiacevoli pettegolezzi - almeno da parte mia.
Gli orecchini.
Qui la regola è solamente una: più sono visibili meglio è. Fra i miei preferiti la bigiotteria vintage, l’importante è indossare quelli di poco valore come se fossero preziosi, e i preziosi come se avessero poco valore.
Il ventaglio di piume.
Se volessi sventolarmi con un foglio di carta stampata prenderei un giornale, il ventaglio lo preferisco in piume di struzzo e con baraja in tartaruga - possibilmente di fine Ottocento. Divertente da indossare in casa insieme alla vestaglia in seta mentre si riflette sul senso della vita e sull’inutilità dei dolci al rabarbaro.
Il collo di pelliccia.
La pelliccia non si compra, si eredita (al massimo se ne può prendere una vintage e far finta di averla ricevuta in dono dalla zia di quarto grado). Il collo di pelliccia è esattamente l’accessorio che la donna chic indosserebbe per andare dal panettiere alle 8:00 del mattino.
Lo smalto rosso.
Ho già detto di credere nella manicure una volta alla settimana, ma penso che sia l’atto del tingere le unghie ad essere così affascinante. Ovviamente concepisco un solo colore: il rosso. Utilizzo sempre la stessa tonalità e non cambio mai, per questo porto con me la mia boccetta di smalto ogni volta che vado dalla manicure, non vorrei mai avere una tonalità di rosso differente, mi farebbe essere davvero di cattivo umore.
La superficialità.
Una dose extra di superficialità aiuta ad avere un punto di vista pragmatico. Se hai la fortuna di saper essere superficiale allora saprai anche prendere queste pillole di stile con scintillante leggerezza e applicarle al tuo guardaroba per un risultato fuori contesto e decisamente démodé.
Illustrazione a cura di Francesca Caserta