Guida chic

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Avete mai sentito parlare della Galleria delle Bellezze nel castello di Nymphenburg ? È una raccolta di ritratti di donne bellissime realizzata su richiesta di Ludwig I di Baviera. Niente di nuovo, esisteva una galleria simile anche alla corte di Versailles - caro il mio Luigi XIV - ma l’idea di una stanza con le pareti rivestite di ritratti mi entusiasma a tal punto da pensare di volerne una tutta per me. Ovviamente io non prediligerei donne bellissime - e sia chiaro che non lo farei per essere politicamente corretta, ma perché vorrei essere circondata solo ed esclusivamente da donne e uomini chic. Non mi importa di ciò che può o non può essere canonicamente bello, lo Chic non ha nulla a che fare con la bellezza estrinseca, ma unicamente con quella intrinseca. Mi piace essere sedotta e penso che niente sia più seducente di una donna chic - ecco perché desidero una Galleria dello Chic.

Se dovessi scegliere i ritratti da collezionare nella mia personale galleria selezionerei senza dubbio l’Antea del Parmigianino e il Ritratto di signora con ventaglio di piume di struzzo di Rembrandt, ma il più importante sarebbe la Dama con l’ermellino di Leonardo, la chic fra le chic, l’unica che al primo sguardo mi fa venir voglia di voler essere come lei! 

A questo punto mi chiedo, essere chic è un atteggiamento innato o possiamo tutti sperare di poter essere ritratti un giorno con il nostro inconsueto animale da compagnia? Purtroppo non credo di saper rispondere, ma so per certo che essere chic è come far parte di un circolo elitario privato che trasuda pettegolezzi da salotti opulenti e un po’ malconci. 

Che poi si possa accedere solo grazie a sangue blu o  a una gentile concessione di elevazione alla dignità di Pari, ahimè non ci è dato saperlo, ma possiamo in ogni caso aspirare a raggiungere prima o poi questa meta tanto ambita. Ecco quindi i miei arguti e indispensabili consigli per imparare - o fingere - l’arte dello chic. 

Consiglio primo: trova un mentore. Che sia una donna reale o inesistente non importa, ciò che conta è che sia chic! Puoi scegliere Lucrezia Borgia, Palma Bucarelli o una zia di quarto grado, l’unica cosa che dovrai fare sarà studiarla e smascherare tutti i suoi segreti. Il primo passo è infatti quello di apprendere l’arte dell’emulazione, fondamentale per la creazione del tuo personaggio. Dovrai osservare la tua preda in tutte le sue gestualità e infine - come un vero attore - dovrai attingere dal tuo vissuto più intimo e cercare i punti di connessione fra te e la tua guida spirituale. Solo così potrai rielaborare e andare oltre ciò che è reale, utilizzando l’immaginazione per rendere tuo un linguaggio che altrimenti non ti apparterrebbe. 

Consiglio secondo: trova qualcosa da collezionare. Non francobolli o monete, ma ceramiche cinesi e arazzi annodati a mano degni dell’Hermitage di San Pietroburgo. Ogni oggetto dovrà essere legato ad un aneddoto piuttosto singolare, è così che potrai raccontare di quella volta a cena con l’Ambasciatore del Regno Unito in Yugoslavia o di una festa cosmica a casa di Hugh Grant. È fondamentale a questo punto ricordarsi ciò che avevamo già chiarito diverse lune fa, ovvero che una donna chic è dotata di un punto di vista insolito, per questo racconterà sempre gli eventi a modo suo, è perfettamente consapevole che a nessuno interesserebbe una storia poco avvincente - o almeno non alle persone che vorrebbe frequentare. 

Consiglio terzo: lascia le cose a metà. Frasi, impegni, discorsi e mise quotidiane. Non c’è niente di più chic dell’imperfezione! Simula un lato caratteriale naïf e inconsapevole, ti aiuterà ad essere credibile, ma ricorda di far cadere l’attenzione del tuo interlocutore su un unico dettaglio. Può essere un gesto ripetuto con malizia, un’occhiata scaltra o un paio di orecchini con rubini a taglio ovale, chic è sinonimo di affascinante e il tuo fine è quello di ipnotizzare con sfacciata seduzione. Non dimenticare che essere chic è come partecipare a un gioco indiscreto dove a vincere e soggiogare l’avversario non è chi ha e mostra di più, ma chi punta il proprio savoir-faire su astuzia e furbizia. 

Consiglio quarto: diventa l’amante di un grande artista. Il mito non può crearsi da solo, avrai bisogno dell’aiuto di qualcuno che ti idealizzi come solo un giovane artista saprebbe fare. Non importa che sia emergente oppure no, sarai tu a fare da mecenate e a renderlo grande. Uno scultore squattrinato o un designer in ascesa, sarai la sua musa e le sue opere parleranno di te. In questo modo quando tutti discuteranno animatamente del significato di opere apparentemente incompiute ma con un non so che di inebriante, capace di suscitare tanto clamore, parleranno inevitabilmente anche di te, un’icona della discordia, a tratti chic e anticonformista. 

Consiglio quinto e ultimo: trasferisciti a Venezia. È cosa nota ai più che gli individui appartenenti al circolo elitario dello chic sono soliti soggiornare per un periodo della loro vita in un posto ben preciso. Questo luogo è Venezia. Lord Byron, Ernest Hemingway, Gabrielle Chanel, Misia Sert, Eleonora Duse e molti altri, Venezia è stata il punto di riferimento per il genio e l’ispirazione di musicisti, artisti e poeti. È la città chic per eccellenza, con i suoi tratti bizantini, arabeggianti e rinascimentali, un connubio perfetto di mondi diversi e meraviglie in grado di disorientare. Stupefacente quando si bagna di splendida luce e ancor più straordinaria con l’acqua alta e il cielo cupo. La devozione per Venezia dovrà essere pari a quella per l’arte dello Chic, solo così potrai riuscire a distinguere il vero ed unico Chic ovunque lo incontrerai. 


Illustrazione a cura di Francesca Caserta

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