Stanotte
Se stanotte potessi scegliere di essere qualsiasi persona al mondo credo che opterei per Le Belle al Piper Club di cui si parlava nel 1965, solo che invece degli stivali di vernice indosserei a piedi nudi lo stesso mini abito di Paco Rabanne intarsiato di diamanti che aveva Françoise Hardy nella foto con Dalì. Immagino anche che correrei scalza per i vicoli della mia bellissima Roma e mi innamorerei a mezzanotte con la stessa nonchalance con cui Josephine Baker portava a passeggio il suo ghepardo. Ma cos’è tutto questo fascino?
Vorrei essere di scena in tutti i miei sogni, togliermi i vestiti e fare il bagno nelle fontane come Sylvia, poi vorrei rimettermi il cappotto lungo nero e sedermi su una panchina con i capelli bagnati, le ballerine a punta e le gambe accavallate. Ovviamente accenderei una sigaretta e me ne starei lì fino alle prime ore del mattino pensando ai miei capricci e al mio essere così sobriamente eccentrica.
Amo guardare le persone da lontano, nei momenti in cui non sanno di essere osservate. Mi piace studiarne la gestualità e la postura, lo trovo un passatempo straordinario e - al di là del puro gusto personale - riesco sempre a concentrarmi su un dettaglio che sia attraente e in qualche modo seducente. Come quella donna lì, con il cappotto rosso e il foulard viola che svolazza qua e là. Lei potrebbe essere la donna chic per eccellenza, ammaliante e indifferente se ne va in giro di notte alla ricerca di avventure elettrizzanti e romanticismo. Non dà l’idea di chi soffre il mal d’amore, ma di chi preferisce vivere di emozioni forti se pur momentanee. Sono certa che se fosse veramente lei verrebbe a sedersi accanto a me, accavallando le gambe ed esclamando in tutta onestà “La seta non è più quella di una volta cara!”.
Sta di fatto che ce ne staremmo lì entrambe, io a pensare a quanto sia facile innamorarsi di una donna così, lei probabilmente a cercare di dare un senso ai miei capelli bagnati e alla mia solita espressione stralunata - e come molte altre cose, potrebbe succedere solo a Roma.
Sono sicura però che se fossimo veramente nella mia città incontreremmo anche la donna kitsch, l’unica con un allure inspiegabilmente irresistibile e travolgente. Si paleserebbe davanti ai nostri occhi vestita di paillettes nere - sfolgoranti a tal punto da rendere il nero il colore più luminoso della notte, da innamorarsene all’istante. Si accomoderebbe accanto a noi, io al centro, da un lato la donna chic con l’aria di chi non ha mai visto nulla di simile, dall’altra il suo opposto, con l’ombretto azzurro e una certa predilezione per il barocco simile a quella di Sandra Milo in Giulietta degli spiriti. Accavallerebbe le gambe ed esclamerebbe “L’unica cosa interessante dell’amore è la lingerie”.
E ce ne staremmo ancora lì, stavolta in tre, per tutta la notte. Una visione totalmente irrazionale ma terribilmente affascinante. Tutte e tre con le gambe accavallate a discutere di drammi poetici fra sguardi indiscreti. Io e due donne che vivono solo dentro di me e attraverso me.
Post scriptum
Avrei voluto scrivere qualcosa sull’amore, ma l’unica cosa di cui so parlare è di ciò che amo immaginare.
Illustrazione a cura di Francesca Caserta