Il Circolo delle Eccentriche
Dice il saggio: trabocca di fama e buona sorte colui che trascende ogni asservimento a dettami retorici emancipando indole, giudizio e gusto. Siano pure lodate immodestia, ironia e leggerezza, è - dopotutto - cosa nota a tutti, che la sobrietà non goda - nel modo più assoluto - della mia considerazione. Ecco quindi le grand rendez-vous, il ritorno dei miei piccoli - e quanto mai velenosi - promemoria.
Stamattina mi sono svegliata con ancora indosso un abito da gran sera, agghindata come se fossi stata di rientro da un ballo in maschera. Una suggestione alquanto sciocca e démodé che mi ha ricordato del mio innaturale talento per i capricci e per la fantasia. Funziona così, per scrivere la scelta del vestito è - oserei dire - vitale e non nascondo che spesso rispecchia quella dei miei personaggi. Sono, mio malgrado, la più assidua e fedele lettrice di me stessa.
Dry Martini e creature notturne rappresentano per me tutto il glamour riesumato da una serata introversa e solitaria. Offuscare i sensi è una moderna sinfonia ispiratrice.
C’è chi dice che io sia nata con 100 o più anni di ritardo, non credo abbiano torto. Ho pensato quindi che vorrei istituire un Circolo, non uno scadente club del libro o una società avvezza a giochi e sport da calzerotti e pantaloni di flanella, ma un circolo adatto a superficialità e ampollosità, il Circolo delle Eccentriche.
Il Circolo delle Eccentriche è una neutra giurisdizione, il punto di incontro tra le regine delle cronache mondane, rivali sul campo di battaglia, ma tremendamente complici in circostanze prive di occhi indiscreti e ficcanaso. Effimera stravaganza, eterno fascino e surreale seduzione sono le singolari virtù a cui le aspiranti Eccentriche ambiscono. E se è vero che un fervido temperamento è arduo da dominare, è ancor più vero che si è tali per diritto di nascita. Ahimè dunque non disperate quando non sarete ammesse e non vi sarà data udienza nell’Olimpo delle protégé, l’aura di un’Eccentrica non è cosa che si apprende su libri o manuali e da una pessima imitazione - si sa - deriva solamente un dozzinale snobismo.
Un’Eccentrica non è necessariamente elegante, fine o garbata, al contrario il suo carattere impetuoso e travolgente la rendono uno spirito emancipato e assolto. Ha fatto della vistosità la sua massima peculiarità, dello sfarzo il suo vizio geniale e della maestosità la sua più celebre qualità. Attribuisce importanza a ciò che è frivolo e vaporoso, mentre disdegna autocontrollo e morigeratezza affinando il suo senso estetico tra un invito a colazione con i Principi indiani e un cocktail veneziano a base di ostriche, asparagi, mediocri mormorii e pettegolezzi di stagione.
Un’Eccentrica è come un bagliore notturno, quando entra in una stanza è quasi inaudito non notare il suo eterno sfavillio. Sete vivaci e vividi velluti tra i suoi favoriti, ma a soggiogare corpo e anima degli altri individui non sono tanto un abito chiassoso e un cappello piumato, quanto un ingegno tagliente e l’allure straordinaria.
Elitario e ristretto, il Circolo delle Eccentriche richiede una promessa solenne che a nessun altro è concessa la benevolenza di conoscere, c’è chi parla di dichiarazioni azzardate e fatali, chi di riti eclettici e chiaroveggenti, ma l’immaginazione - in questo caso - rimane purtroppo un dubbio perpetuo e non degno di fede. Non si accede per conoscenze ambiziose o amicizie fortunate, Eccentriche lo si è per natura e - in questo amaro universo - a nessuno ancora è accordata l’abilità di controllare il Fato. Non bramate quindi ciò che è irraggiungibile, ma fate della vostra smania - e di un’Eccentrica - la più grande e leale Musa.
Illustrazione a cura di Francesca Caserta