L’Arte della Seduzione

Ogni temperamento è debole alle vanesie mire della seduzione che tutto può e nessuno redime. Pazzo e spudorato è chi conduce il gioco, incline a passione e desideri chi ne è vittima. È uno spregiudicato passatempo che si insidia tra nudità e schiettezza, un impeto letale che non si arrende al fallimento.

 Arma che ferisce e piaga che fiorisce, slealtà istigatrice e mia musa ispiratrice, in eterno preservata e agli eredi tramandata. Tra tentazione e inganno - o tra condanna e sentimento - ecco il malizioso e imprudente decalogo della nobile arte della seduzione.

Avvertimento primo. L’amore sveste, la seduzione protegge. 

Insegnamento secondo. Una valida gestualità convince più di un’eterna promessa. Ogni delitto è reso legittimo dalla sua arma, ma che te ne fai di un ventaglio se non ne conosci la lingua? Sostienilo con la mano destra coprendo il viso per guidare la tua preda altrove, sfioralo con le labbra per ricercare un bacio, ma non lasciarlo mai scivolare sugli occhi se temi l’abbandono. Risulta goffo e irrilevante chi inciampa nel pavoneggiamento e sfocia nel vaneggiamento.

Suggerimento terzo. L’autoreggente è più comoda di qualsiasi collant.

Presagio quarto. Chi di seduzione colpisce, di passione perisce. La libidine è una sinfonia variabile, un'ouverture che predispone l’ascoltatore a un coinvolgimento assoluto, un interludio di trepidante attesa, sensuale se pura e incontaminata, estremamente volgare se incalzante e persistente.

Ammonimento quinto. Inebriare i sensi per appagare l’ingegno. Serviti del portamento per rapire la vista, del suono armonioso dei gioielli per ubriacare l’udito, di un filtro d’amore perduto per esaltare il gusto, di un’impercettibile fragranza di gelsomino per incantare l’olfatto. Solo all’epilogo sarà concesso estasiare il tatto.

Monito sesto. La pedicure è vitale quanto la manicure.

Consiglio settimo. Dice il saggio giudizioso e accorto: nudità che irretisce, intelligenza che svanisce. Che sia l’avventura di una notte o quella di una vita, incanta con un vestito prima ancor di fingerti invaghito. Disabbigliare è più arduo che frodare, ci vuole talento per dominare un turbamento, imparare a srotolare un guanto è infatti un ottimo presentimento.  

Fatto ottavo. Il mal d’amore è da intellettuali, sta di fatto che la seduzione non presuppone amore.

Atteggiamento nono. La seduzione rinnega ogni cliché. Genio creativo e estro acutissimo, ogni individuo duella secondo i propri princìpi. Etica e morale non sono sempre l’essenziale. 

Atto decimo. Incantare, ammaliare, scompigliare e soggiogare. Sovrana è la seduzione introspettiva che agisce con eleganza, paradisiaca l'attrattiva che ne deriva. Non è seducente chi grida spudorato, ma chi in silenzio rapisce infatuato. 


Illustrazione a cura di Francesca Caserta

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